Archivio mensile:gennaio 2014

Viaggio di lavoro o… ?

Una mia amica mi ha invitato a tenere una conferenza al congresso OOP
2014, a Monaco in Germania. Questo congresso tratta dello sviluppo di
software. È principalmente un congresso in lingua tedesca, ma ci sono
anche conferenze anglofone, e la mia sarà così.

Gli organizzatori avevano chiesto che le diapositive venissero consegnate
la settimana scorsa, e ci laboravo quasi tutta la settimana. Era un
tormento per me, perché normalmente aspetto l’ultimo attimo per
completare qualsiasi cosa. Communque, penso che in questo caso, a causa
di altri aspetti del viaggio che spiegherò, la richiesta mi abbia fatto
bene.

All’inizio, avevo pensato di viaggiare a Monaco da solo. Certe volte,
mia moglie mi accompagna in viaggi di lavoro ma, per
quest’occasione, non le interessava stare in Baviera in inverno.

Tuttavia, in un certo momento, mi sono deciso di passare alcuni giorni
a Parigi prima del congresso e da allora tutto è cambiato.

Mi ricordo il momento esatto: avevo commentato incidentalmente a
Phyllis: «Purtroppo, starò a Parigi il giorno del tuo compleanno. Ma
possiamo…»

Non sono riuscito a finire. In un attimo mia moglie non solo si è
decisa di accompagnarmi ma ha anche scelto il ristorante parigino dove
festiggiamo il suo compleanno!

Normalmente deliberante, in quest’occasione Phyllis si è mostrata
donna d’azione e decisa!

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A slide is a slide is a slide?

Cercando l’italiano per il sustantivo inglese “slide” ho trovato che ci sono diverse significazione a cui non pensavo. Per esempio,

  • Devo preparare le  diapositive per una presentazione.*
  • Il tecnico guardava il vetrino sotto il microscopio.
  • Una valanga aveva fermato la strada.
  • Il ballerino a fatto una bella scivolata.
  • Il trombonista cambia nota per mezzo della coulisse del trombone.
  • I bambini si divertivano giocando sul scivolo alto.

Un sacco di parole!

*È questa che cercavo.

Una Barca per le Fate

Tre barche, fatte di gusci di noce, navigano a vele spiegate nel lavello

Tre barche, fatte di gusci di noce, navigano a vele spiegate nel lavello

A Natale, mia nipote ed io abbiamo fatto un gioco nuovo per lei ma non per me: la costruzione di barche a vela fatte di gusci di noce.

Da ragazzo, avevo fatto la cosa, e pensavo di sapere ancora come farla. Abbiamo avuto qualche difficoltà, ma finalmente ci siamo riusciti. Mi sembra che, da ragazzo, avevo più di pazienza!

Se vuoi provare, la barca si fa così:

1. Per lo scafo della barca, apri una noce senza rompere il guscio – o almeno conservando la metà.

2. Togli tutto l’interno della noce, per avere posti per i passeggeri! Metti da parte o mangia le parti comestibili, come preferisci.

3. L’albero della barca è fabbricato da uno stuzzicadenti, tagliato alla lunghezza voluta. Se vuoi un boma, un bompresso o un picco per la vela aurica, si possono fabbricare di altri stuzzicadenti. Consiglio però che cominci in modo semplice.

4. Le vele si fabbricano di carta, preferibilmente un po’ spessa, di modo che si sostengano da sole e aiutino a sostenere l’albero.

5. Per stringere l’albero allo scafo, ci sono diverse tecniche, che si possono usare in diverse combinazioni…

  • Usare la colla.
  • Forare un buco piccino nel guscio, di taglio che stringa la base dell’albero saldamente.
  • Fabbricare uno o due pezzi di stuzzicadenti traversando l’interno dello scafo per sostenere l’albero.
  • Legare i pezzi di stuzzicadenti con nodi di filo sottile.

Questa attività faceva piacere alla nipote, e anche a suo papà, mio figlio di 36 anni. Provi da solo o con la famiglia.

Buon viaggio!